Monticello Amiata

La festa della castagna

Frammento del Manifesto della Festa della castagna

Cenni Storici su la Festa della Castagna.

Nei primi anni ’80 Monticello Amiata, circondato da circa 270 ettari di castagneto, sentì il bisogno di rivalutare l’albero del castagno e i suoi frutti, che per secoli avevano determinato una delle primarie fonti di alimentazione e sostentamento di quelle popolazioni. Da qui l’idea della “Festa della Castagna“, fortemente voluta dall’allora consiglio presieduto da Raffaello Cagneschi. Essa trovò da subito il consenso della popolazione e la collaborazione delle istituzioni locali.

Nei primi anni la festa denominata “Festa della Castagna: manifestazione a favore e sostegno della castagna amiatina” si svolse nella parte bassa del paese, ed oltre alle iniziative di carattere folcloristico, tipiche delle sagre, volle avviare un vero e proprio ragionamento pubblico. Ciò avvenne con l’organizzazione di convegni e dibattiti, che cominciarono a sensibilizzare istituzioni e cittadini sulla rivalutazione dell’albero del castagno, che col passare del tempo stava subendo un lento ma inesorabile abbandono, rischiando di obliare ciò che esso aveva rappresentato per le generazioni passate e ciò che poteva rappresentare per quelle future.

Con questa manifestazione, sin dal primo anno, cominciò la raccolta e l’esposizione di attrezzi e strumenti di quello che era stato il quotidiano popolare della vita paesana con il passare degli anni questa iniziativa ha rappresentato l’embrione culturale che ha dato origine alla Casa Museo.

Nel 1986, considerato il notevole successo di pubblico che la festa riscuoteva fu deciso di allargare la manifestazione a tutto il paese; questo permise di allestire stand ed aprire le prime cantine negli angoli più suggestivi del centro storico di Monticello. Successivamente la festa si è sviluppata notevolmente, in particolare rivalutando il sabato sera con numerosi spettacoli musicali e cantine aperte dove si possono degustare, oltre alla castagna ed ai suoi derivati, una moltitudine di piatti tipici della tradizione toscana e piatti delle diverse etnie presenti nel territorio.

Durante la festa si possono così gustare, oltre alla buona cucina locale, spettacoli itineranti, iniziative culturali, mostre, dimostrazione degli antichi procedimenti di raccolta e lavorazione della castagna, visite alla “Casa museo“, mercatini ecc.

Se dovessimo fare un resoconto della manifestazione potremmo dire che questa negli anni è notevolmente cresciuta, in qualità, quantità e partecipazione: ma oltre a questo c’è stato, nel territorio amiatino, una rivalutazione del castagno e del suo frutto; e se quella di Monticello fu una delle prime feste a sostegno di questo prodotto, altre sono nate negli anni sino ad arrivare a 11 feste della castagna sull’Amiata.

La castagna intanto ha avuto il riconoscimento I.G.P. e rappresenta un elemento importane per la nostra economia.

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